Il raccoglitore di gemme

21 novembre 2012

Il raccoglitore di gemme

È trascorso poco meno di un anno dal giorno in cui ho pubblicato il primo post.
Il tempo -non sorprende davvero- ha mosso i suoi passi veloce, irrequieto a tratti, talvolta invece maledettamente silenzioso.
Nella sua corsa, con lo sguardo fisso su un “davanti” dai contorni per niente precisi, ha imboccato un sentiero verso il bosco senza avvedersi di quanto fosse trascurato, se paragonato ad altre vie d’accesso più evidenti, sfacciatamente segnalate persino.
Qui, invece, nessuna targa, nessun marchio su massi o tronchi, solo erba e foglie ripetutamente calpestate, rami deviati e… la sensazione di un tunnel teso in avanti verso l’infinito.
Ho allungato le mani nude, discostato fronde basse, assicurato forte in vita la sacca di stoffe e fili sottili, radunato anni di amore nella luce nel buio nella ricchezza di perdite dolorose e sono andata, semplicemente avanti.
Di tanto in tanto ho sfiorato vie parallele, intersecato bisettrici… strade aperte, luminose, affollate di passaggi e risa e risposte. Ma io non avevo domande per quelle risposte.
Le mie domande, sassi lasciati cadere lungo il cammino in attesa che altre mani li raccogliessero. Sorrido al pensiero che è poi proprio quello che l’etimologia richiama, il gesto di rimettere ad altri la propria ricerca, la propria dimensione di senso.
Percorro un cammino volutamente, necessariamente solitario, ne sono consapevole eppure… una speranza bambina, un istinto caldo e suadente mi induce a raccogliere piccole gemme -tra un passo e l’altro- e levigarle dolcemente tra le mani accarezzandole appena, sussurando loro storie di voli liberi sopra le cime degli alberi più alti e di notti stellate sdraiate su umidi giacigli, per poi ad un tratto lasciarle cadere a terra, di tanto in tanto, fingendomi distratta, quasi trascurata.

Qualcuno le raccoglierà?

Qualcuno ne assaporerà i dolci contorni, percepirà il soffio del vento sulle cime degli alberi più alti, vedrà la luce umida delle stelle notturne?
Una settimana fa un raccoglitore di gemme ha attraversato per un istante il mio sentiero. Passi saldi, profumati di terra e muschio. Lucidi e vibranti i suoi occhi. L’ho visto prendere alcuni dei miei piccoli sassi… Li ha tenuti tra le mani, curioso e attento, facendoli saltellare tra dito e dito. Il loro tintinnio una cantilena attraente che echeggia ancora nel bosco. Li ha tenuti con sé per un po’, finché anche lui li ha lasciati cadere, come fosse distratto…

hagaki

7th Natural Dyeing Biennale in Aichi

 

Il tempo avanza beffardo, non tutto riesce a tenere il suo passo. Di certo non la mia volontà, il bisogno di modellare questo spazio, questo blog, in modo che sia immagine schietta del mio camminare nel bosco.
Qualcosa ha già delicatamente preso forma, molto ancora però si muove in silenzio, attendendo paziente il proprio momento, la propria occasione per mostrarsi all’aperto.
Irrequieta -sì, proprio come il tempo che mi scalpita davanti- guardo alle pagine, ai contenuti che vorrei diversi, che vorrei ancora più coraggiosi, ancora più esplicitamente miei anche se poco convenzionali, anche se non immediatamente decifrabili e spesso distanti da ciò che forse molti lettori vorrebbero poter afferrare e consumare in un secondo appena.
Respiro profondamente mentre scorro gli articoli più recenti, e sfoglio in segreto il materiale raccolto negli ultimi mesi… come semi fecondi accolti da terra fertile stanno macerando sotto il peso di queste piogge massicce. Ormai non ho dubbi, avranno la loro primavera, germoglieranno radiosi sotto il sorriso del cielo, sentiranno freddo nelle notti ancora gelate.
Intanto uno di loro, lesto, solletica già il suolo: “Memorie di un viaggio sciamanico al Mondo di Mezzo, del Basso e dell’Alto” è un costume rituale in tre parti, un kimono e due tuniche in seta e garza di lana, impresso con foglie di gimko biloba, eucaliptus cinerea, scotano, quercia, castagno, kaki, fiori di elicriso, radici di robbia, semi di annatto; è stato selezionato per l’esposizione internazionale che si terrà ad Aichi, in Giappone, in occasione della settima edizione della Biennale di Tintura Naturale.
La partecipazione è stata occasione per vivere la mia prima esperienza con un fotografo professionista, Maurizio Paradisi, che ha preso scatti del mio lavoro e, dopo tanti e tanti anni trascorsi a sfuggire l’obiettivo in tutti i modi, me!

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