Alive, il libricino

25 settembre 2012

Alive, il libricino

Mi hai lasciata sola dentro ai tuoi sogni

intrappolata dentro ombre che non hai avuto la forza di accendere e portare alla luce.

Sospesa dentro stanze buie fatte di niente

scivolo le mani lungo le pareti mappando aperture squarci crepe

entro cui sgusciare in cerca di un respiro

che sappia ricondurmi in superficie a rivedere il cielo.

Ma i muri mi si serrano contro

manovrati dalla tua paura di non avermi più con te

forte quanto la paura di condurmi nel mondo.

Mi trattieni dentro uno spazio che non ha spazi

in un mondo che non è tra i mondi.

Non ti accorgi che qui

al buio

sola

io sto morendo attimo dopo attimo anche a te

sacrificio inutile al dio separante contro il cui altare

(non ti aspetto più)

ascolta il mio grido che vibra.

Come un piccolo seme acerbo nel suolo di un grembo materno

ora io affido qui il germe di un’unione mai celebrata

accolgo le tenebre dalle cui viscere una nuova vita si appresta ad affiorare

invoco gli umori dei vegetali perché dipingano in nuove forme ciò che avrebbe potuto ma non è stato

ciò che avevi sepolto ma ora è di nuovo vivo

il mio amore che ritrova un respiro nel mezzo tra il fango e le stelle

trasformato in altro

lieto di lasciarsi consumare…

 

Respira, ora di nuovo…

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