Il tessuto è il mezzo espressivo che dipana il mio vagabondare alla ricerca di provvisori equilibri. Superficie plastica capace di grandi
suggestioni tattili e visive, nelle sue forme più naturali e meno sofisticate mi attrae a sé per il modo apparentemente distratto con cui
abilmente sintetizza molti aspetti della mia natura: l’ordine, il rigore, ma anche la cedevolezza, la resa allo spazio vuoto, la penetrabilità.
Schermo dal mondo o tela su cui rappresentare i segni e disegni della mia percezione, a stretto contatto con il corpo istintivamente si fa
abito, una seconda pelle che rivela codici complessi e stratificati, un costume di scena che oscilla tra ruolo scelto e ruolo imposto, tra
forme riconosciute e segni inconsci. Dentro e fuori dal tessuto il movimento del filo traccia la storia, definendo il ritmo della narrazione.
Rallentato dalla mano che cuce si fa nenia ipnotica che trasporta altrove, si apre a possibili cambiamenti di direzione ed invita
all’ascolto ogni senso.

Ricerco immagini genuine, autentiche nell’espressione di ciò che sono nel momento in cui sono. Nell’applicare con connaturata cura e
spesso insana autocritica le abilità maturate, rifuggo però con ostinazione il virtuosismo, il tecnicismo, ogni -ismo che ingabbi
l’esplorazione e offuschi il contenuto, la dimensione di senso, la vibrazione sottesa allo slancio formale. Confesso una viscerale
predilezione per il dettaglio, il piccolo particolare, quel tratto leggero che mi piace sottrarre allo sguardo più fugace. Indulgo
nel pensiero, che ama osservare e aspira a comprendere. Lo sento attivarsi quando traguardo l’obiettivo della macchina fotografica,
per mezzo della quale silenziosa esploro la relazione che si innesca tra me, il mio oggetto e l’ambiente in cui entrambi agiamo.
Riferirmi alla Natura è un istinto di sopravvivenza, la bussola che accompagna il passo, il sistema in cui ritrovare un posto,
specie quando tutto all’intorno preme oltre misura. Da essa attingo respiri, simboli e colori.

Sono nata a Jesi, nell’operosa provincia marchigiana, nel 1973.
Ho compiuto studi classici nel rinomato liceo cittadino, approfondendo poi la precoce passione per l’Archeologia e la Storia
dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’Alma Mater Studiorum di Bologna.
Scelte ardite, di risposta all’istinto molto più che alla convenienza, mi hanno portata a modificare più di una volta la direzione
apparente del cammino, dove imprescindibile e sempre prioritario è lo spazio riservato alla famiglia.
Ho iniziato ad assaporare la forza incisiva dell’espressività manuale tenendo tra le dita fili filati e tessuti, aghi uncinetti
e ferri da maglieria già in tenerissima età, grazie al capace esempio della mamma e delle nonne. Nel tempo, ho avuto l’opportunità
di perfezionare tecniche e conoscenze anche grazie all’incontro con artiste e professionisti di spicco, tra i quali mi è caro
menzionare Mirjam Pet Jacobs, India Flint, Rossella Cilano, Chris Conrad, Michel Garcia, Yoshiko Wada, Dorothy Caldwell, Rosalba Pepi.
Un posto a parte, specialissimo, è riservato all’amica di spirito e d’ago Pietrina Atzori, alla quale tanto
devo del cammino di maturazione come donna e come ritrosa artista.
2014
Intervento in FOOD Happening per Pepelab, Jesi (Italia)

2a VIVERE Naturalmente, Navelli (AQ)
-collettiva-

2013
6a International Biennial Exhibition on Mini Textile, Kherson (Ucraina)
-collettiva su selezione-

Viaggi brevi per un altrove, Museo Diocesano Jesi (AN)
-solo-

Workshop Recycling_Design_Dyeing per Jes!

Anteprima Nottenera in Rassegna Sensi d’Estate, Museo Tattile Statale Omero, Ancona
-solo-

4a Land Art Sant’Anna del Furlo (PU)
-collettiva-

Performance al convegno “Canapa: tutto quello che si dovrebbe sapere”, Jesi (Italia)

2012
3a Land Art Sant’Anna del Furlo (PU)
-collettiva-

7a Natural Dyeing Biennale in Aichi (Giappone)
-collettiva su selezione- Secondo Premio Assoluto

2010
1a Land Art Sant’Anna del Furlo (PU)
-collettiva-